Zaha Hadid addio all’archistar

Roma, Museo del Maxxi 24 06 2015
Maurizio Nannucci "Where to start from"
©Musacchio & Ianniello
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Zaha Hadid addio all’archistar

E’ morta Zaha Hadid: a dare la notizia della scomparsa di una delle più grandi archistar del mondo è stato il sito della BBC. Hadid, 65 anni, ha avuto un infarto fatale in un ospedale di Miami, dove era in cura per una bronchite. Nata in Iraq, aveva studiato a Beirut per poi trasferirsi a Londra.

Il suo talento è stato sempre riconosciuto. La sua visione è stata una danza nelle dimensioni dello spazio. Nel 2004 è stata la prima donna a vincere il Premio Pritzker, che in architettura equivale al Nobel. E’ un’esponente della corrente del decostruttivismo, è un membro del consiglio editoriale dell’Enciclopedia Britannica e ha ricevuto l’onore di una retrospettiva sulla sua opera al Guggenheim di New York, oltre che la laurea honoris causa presso l’Università americana di Beirut. I titoli sono infiniti, è considerata la regina delle forme.
Nel 2008 è stata classificata dalla rivista Forbes tra le 100 donne più potenti del mondo mentre per il suo stile il Guardian l’ha eletta tra le 50 persone più eleganti del pianeta. Per due anni consecutivi ha vinto anche il Premio Stirling: nel 2010 per una delle sue opere più celebri, il MAXXI di Roma, e l’anno dopo per la Evelyn Grace Academy, al 255 di Shakespeare Rd, Londra.

In occasione del suo ultimo riconoscimento, la Riba Royal Gold Medal che Hadid ha avuto nel 2016, prima donna a ricevere questo riconosciemento, ha detto di lei l’architetto britannico, Sir Peter Cook, “(…) sicuramente il suo lavoro è speciale. Se Paul Klee ha ‘passeggiato’ lungo una linea, Zaha Hadid ha trascinato le superfici scaturite da quella linea in una danza virtuale, poi le ha abilmente ripiegate su sé stesse, portandole in viaggio nello spazio”. Per poi concludere: “Diciamolo chiaramente, avremmo potuto assegnare la medaglia a un personaggio degno, confortevole. Non l’abbiamo fatto, abbiamo scelto Zaha: più grande della vita, una personalità straordinaria, spavalda e sempre vigile, pronta. La nostra eroina. Come siamo fortunati ad averla a Londra!
In Italia aveva lavorato moltissimo, suo l’edificio del Maxxi, il museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma inaugurato il 28 maggio 2010 in via Guido Reni, sulla base di un concorso bandito nel 1998. E il museo romano si è messo a lutto. Hadid aveva recentemente partecipato anche al concorso per la riqualificazione delle caserme nella stessa strada romana. “La scomparsa di Zaha Hadid è un lutto per il mondo della cultura e per l’Italia, paese al quale è legata per il forte segno architettonico del MAXXI di Roma – ha ricordato il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini. “L’uso innovativo dei volumi e degli spazi che ha caratterizzato la sua architettura – prosegue – si è espresso al meglio in questo edificio, che ha seguito in ogni fase dalla progettazione alla costruzione introducendo nuove tecniche e materiali”. Tra i suoi lavori italiani c’era anche l’impegno nel quartiere City Life, l’ex Fiera di Milano: suoi uno dei centri residenziali, già ultimati, e una delle tre torri, in costruzione.

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